Cosa vedere a Mattinata e dintorni

Il centro storico di Mattinata purtroppo non riporta molte tracce del suo passato: dopo la caduta dell’Impero Romano la costa pugliese fu attaccata dai pirati saraceni, che saccheggiarono e rasero al suolo numerose città, Mattinata compresa. In questa zona i depredatori si stanziarono su quello che era conosciuto come Monte Matino, e che da loro prese il nome odierno di Monte Saraceno. Proprio questa altura conserva le testimonianze più antiche del passato di Mattinata. Qui erano infatti stanziati i Dauni mattinatesi, una tribù pacifica che ha vissuto in totale solitudine dedicandosi a caccia, pesca e agricoltura. Di loro ci sono rimaste le oltre 500 tombe della necropoli del Monte Saraceno, dalle quali sono state recuperati numerosi reperti oggi conservati al museo  civico di Mattinata e in quello di Manfredonia.

 Il paese di Mattinata, situato sulle due colline di Castelluccio e Coppa della Madonna, si distingue oggi per le caratteristiche case di colore bianco, che fanno pendant con la roccia calcarea delle colline, ma che si pongono in netto contrasto con le pinete e gli oliveti circostanti. Il centro storico viene denominato Junno, e le sue case più antiche sono le cosiddetta pagghiere, o pagliai, sorti alla fine XVIII secolo. Queste erano case di contadini realizzare con le pietre di calcare della zona, nella quale dormivano sia gli uomini che gli animali: grazie al clima salubre e alle condizioni meteo favorevoli, i pagliai proliferarono e il centro di Mattinata si espanse rapidamente fino ad assumere i connotati che vediamo oggi.

Mattinata offre anche testimonianze archeologiche al di fuori del centro abitato. Restano infatti ancora in piedi i resti di una villa romana in località Agnuli, nei pressi del porto. Un escursione sul vicino Monte Sacro ci porta alla scoperta del sito più bello: l’abbazia della Santissima Trinità. La montagna era un tempo conosciuta come Monte Dodoneo, ed era dedicata al culto di Giove. Secondo la tradizione il Santo Vescovo di Siponto Lorenzo Maiorano ebbe un’apparizione dell’Arcangelo Michele: in seguito a questa si recò sul monte con altri sette vescovi pugliesi, ruppe l’idolo dedicato alla divinità pagana e dedico il tempio alla Santissima Trinità. Oggi ne restano dei magnifici ruderi.

L’antica abbazia può essere collocata all’interno di un pellegrinaggio micaelico. Non molto distante da Mattinata si trova infatti il comune di Monte Sant’Angelo (17.6 km), celebre per il santuario di San Michele Arcangelo che fin dal VI secolo è meta di fedeli cristiani e oggi è un Patrimonio dell’Umanità Unesco. D’altronde un tempo Mattinata e Monte Sant’Angelo costituivano un unico comune: la testimonianza più visibile è proprio il fatto che lo Junno di Mattinata è una rappresentazione in piccolo del più celebre centro storico di Monte Sant’Angelo, conosciuto con lo stesso nome. Proseguendo il proprio cammino ci si trova a seguire uno dei pellegrinaggi europei più famosi: la via Francigena del sud. Oggi una delle sue tappe salienti è rappresentata dalla città di San Giovanni Rotondo, a 38 km da Mattinata

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